Proposte per un governo del cambiamento e della partecipazione

1. Cambiamento

Sono necessari i seguenti requisiti non derogabili:

  1. Una nuova classe dirigente: indispensabile innanzitutto la nomina di assessori dotati di professionalità e competenza, oltre che nuovi agli incarichi amministrativi;

  2. Liste pulite: che si riconoscano pienamente nel progetto politico ispiratore e che siano pronte a portarne avanti i valori guida; non identificabili con gli esistenti partiti; costituite da soggetti di conosciuta e specchiata moralità, onestà, correttezza;

  3. Alleanze credibili: con liste che vogliono convergere su un progetto politico di liberazione dal malgoverno, dalla malapolitica, dall’affarismo e dalla mafia.

 2. Partecipazione

Una breve premessa: alcune precedenti esperienze amministrative, anche di ispirazione progressista, si sono infrante nell’incapacità di costruire o mantenere le strutture della partecipazione democratica. Così è stato, per certi versi, in parte anche con le amministrazioni delle prime due giunte di Gigia Cannizzo, e, con ancor più evidenza, con la giunta Motisi, per ragioni attinenti la natura del gruppo dirigente di cui era espressione il sindaco.

 Organismo di sostegno alla squadra amministrativa

Ciascun assessore va sostenuto da un organismo (consulta – comitato) costituito con quanti hanno partecipato al progetto politico e sono disponibili, singolarmente o in gruppo, a far parte dell’organismo di sostegno.

Ad esempio, l’assessore che si occupa di questioni ambientali viene collaborato nella costruzione di una politica ambientale da un gruppo di lavoro (di cui potrebbero far parte, qualora lo volessero, il circolo locale della Legambiente, il Patto per la Salute “Nino Amato”, il consiglio intercomunale per la difesa della salute e dell’ambiente, gli altri comitati esistenti). La “presidenza” del gruppo di lavoro (comitato-consulta) va affidata ad una personalità rappresentativa ed identificata per la sua storia e per il suo impegno. Lo stesso procedimento si utilizza per sostenere gli altri assessori.

Gli organismi di sostegno elaborano, progettano, suggeriscono, indicano all’assessore le soluzioni, partecipando così anche alla stesura del bilancio di previsione.

 2.3 Le consulte comunali

Ma un progetto di partecipazione non può non tenere conto di strumenti, come le consulte comunali, la cui istituzione è già prevista nell’articolo 80 dello statuto comunale.

Il comma 4 recita che “per favorire la partecipazione dei cittadini e delle varie categorie sociali all’amministrazione locale, il Comune costituisce le consulte comunali (esiste già la consulta giovanile e un deliberato del consiglio comunale ai tempi di Motisi per la consulta dell’emigrazione, mai attivata dal sindaco Lo Biundo) a cui gli organi elettivi possono (e, aggiungiamo noi, devono) richiedere pareri e collaborazione”.

In tal modo vengono costruiti due organismi di partecipazione: il primo che attiene specificamente ai soggetti che hanno sostenuto il progetto politico; il secondo che allarga la partecipazione anche ai soggetti che a quel progetto non hanno partecipato.

2.4 Il bilancio sociale partecipato

E’ indispensabile dare vita a nuove esperienze di governo, come quella del bilancio sociale, che prevede opere di informazione e di rendicontazione della cittadinanza, nonché di coinvolgimento nelle scelte anche economiche dell’amministrazione.

A dir la verità, è già esistita un’esperienza del genere. La realizzarono l’ultima giunta di Gigia Cannizzo (poi sfiduciata per ragioni poco nobili) e il consiglio comunale di quegli anni. Furono convocati dentro l’aula consiliare non solo i partiti o i soggetti politici esistenti all’interno della comunità, ma:

  1. i disoccupati;

  2. le organizzazioni sindacali e di categoria;

  3. i coltivatori;

  4. artigiani, imprese e cooperative;
  5. il clero e le scuole;
  6. le associazioni di volontariato e le cooperative sociali.

Da ciascuna assemblea emersero proposte di cui fecero tesoro gli amministratori e la maggioranza fu la collaborazione del bilancio di previsione 1999.

2.5 I consigli di quartiere

Organismi autonomi di proposte ed indicazioni da costruire all’interno delle parrocchie (che permettono di favorire la definizione della territorialità).

L’insieme dei consigli di quartiere dà peraltro vita a quanto proposto dal documento della CES che auspica, non solo per la politica regionale, ma anche per quella comunale la nascita de “l’osservatorio sulle politiche locali”.

3. Una macchina amministrativa efficiente

Bisogna assolutamente lavorare per razionalizzare il funzionamento della burocrazia comunale, sia per evidenti ragioni di risparmio ed efficienza, sia per recuperare una fiducia dei cittadini verso le istituzioni.

3.1 Lotta agli sprechi

  • Eliminazione della figura del direttore generale (svolge gli stessi compiti del segretario generale) e del Comandante esterno della Polizia Municipale (compito da affidare ad un “interno”) che sono di nomina clientelare, oltre che costosa.

  • Verifica della possibilità di rescissione del contratto con “Riscossione Sicilia” e costituzione dell’ufficio relativo alla riscossione diretta dei tributi comunali (per cui esistono le necessarie professionalità) con tutti i relativi vantaggi per l’utilizzo del personale comunale e per il risparmio dei cittadini.

  • Riorganizzazione delle deleghe assessoriali.

3.2 Una diversa gestione del personale

  • Riorganizzazione della macchina amministrativa nel suo complesso sia dal punto di vista dei settori che del personale, potenziando i servizi esterni (verde pubblico, manutenzione, etc), secondo criteri di competenza, trasparenza e meritocrazia.

  • Revisione del numero dei servizi e degli uffici per una riduzione dei costi.

4. Conclusioni

Crediamo che queste proposte di metodo e di costruzione di un governo d’alternativa siano propedeutiche a tutto il resto, ossia ad un più ampio e completo programma elettorale. Questi deve mantenere un profilo “radicale” su tutti gli altri settori di intervento: dal tema del lavoro e dello sviluppo a quello dei giovani, dall’ambiente ai beni comuni, dalla trasparenza alla scuola, passando per cultura, sport, PRG, Turismo, Agricoltura, Servizi Sociali.

Approvato in assemblea in data 22 aprile 2013.

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