A Trappeto un tavolo tecnico sull’inquinamento del Nocella e del mare

Nocella

 

Dopo anni di indifferenza, finalmente le istituzioni ritornano a parlare del problema (si spera con esito positivo e, quanto meno, la partecipazione di tutti).

Domani alle 10, a Trappeto, su iniziativa dell’ass. Salvo Randazzo e del sindaco Giuseppe Vitale, dopo il presidio di domenica lanciato da Legambiente, si terrà un tavolo tecnico con i sindaci del comprensorio (Terrasini, Partinico, Giardinello, Montelepre e Borgetto) per dare il via ad una discussione sulle strategie da adottare per porre fine alla vergogna dell’inquinamento del Nocella e del nostro mare.

Segnali di cambiamento?

A tal proposito, riportiamo quanto scriveva Gianluca Ricupati l’11 agosto del 2012

LE ILLEGALITA’ TOLLERATE: IL MARE È ROSSO, MA NESSUNO DICE NIENTE. DOVE SONO LE ISTITUZIONI, LE FORZE DELL’ORDINE, LE PROCURE? NON VEDONO, NON SENTONO, NON PARLANO.

7752891064_937499de4e_z

Blu è il colore del mare. Non è così nell’area di San Cataldo (nel territorio di Terrasini a confine con Trappeto), dove si trova la foce del fiume Nocella, conosciuto per le sue acque spaventosamente (e senza impedimenti) inquinate.

Lì il mare è rosso. Lo è da parecchi giorni. Questo è il suo colore tipico in certi periodi dell’anno, ogni anno. Casualmente da quando, arrivato il mese di agosto, le attività che hanno a che fare con la produzione del vino (le cantine) e tutto il circuito che ad essa ruota intorno (come la distilleria Bertolino) si rimettono in moto.

Il mare è rosso. Ma nessuno dice niente. Come se il mare potesse essere rosso per sua natura. Magari è soltanto un’illusione ottica.

A quanto pare, la capitaneria di Porto ha effettuato dei campionamenti. Ma dei risultati non si sa nulla. Posso azzardare nel dire che non se ne saprà nulla anche nei prossimi giorni, settimane, mesi? La ciclicità del fenomeno, che viene constatato sempre ma di cui mai gli organi competenti hanno provato a dare una spiegazione, dimostra che è praticamente garantita l’impunità di tutti coloro che scaricano nel fiume Nocella.

Perché le forze dell’ordine, le istituzioni, i comuni coinvolti, la procura della Repubblica non pensano di fare una cosa semplicissima? Avviino delle indagini (non sulla carta!), mandino qualche squadra a risalire il fiume dalla foce all’origine e verifichino chi (e in che modo) in quel fiume scarica liberamente.

Certamente da qualche parte questa acqua (se così si può definire) deve venire. Perché nessuno ha mai pensato di fare ciò? Possibile che le forze dell’ordine non hanno mai reputato opportuno scovare gli ignoti facilmente rintracciabili (ci saranno dei tubi che sul fiume confluiscono!)? Qual è il problema? Ci sono bersagli troppo grossi? Ci sono protezioni?

La verità è che nel nostro territorio l’illegalità viene tollerata. C’è sempre stata e sempre ci sarà se anche i “controllori” rimangono inerti di fronte all’evidenza.

Un’ultima domanda: il Nocella raccoglie anche acque provenienti da alcuni comuni del comprensorio (se non mi sbaglio Montelepre, Giardinello, oltre a Partinico). Tali reflui vengono depurati? Se sì, gli impianti di depurazione funzionano? Io nutro seri dubbi al riguardo. Il Nocella è perennemente inquinato, non soltanto nei mesi della vendemmia. Certo. Cambia colore. Da rosso diventa marrone o nero. Ma mai trasparente.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Ambiente e beni comuni e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...