La commissione d’indagine sui rifiuti genera il caos… ancor prima di essere istituita!

Sapevamo che la proposta di una Commissione di indagine sulla servizi comunali integrati avrebbe riscaldato gli animi di chi evidentemente la considera uno strumento pericoloso, ma non pensavamo potesse causare tutto questo caos e mettere così in evidenza il timore dei nostri amministratori.

Brevemente spieghiamo il senso della nostra proposta. Indagare sull’ATO significa semplicemente: capire a cosa sono dovute le “ordinarie emergenze” che hanno ridotto la nostra città ad essere un accumulo perenne di rifiuti; perché il progetto raccolta differenziata non è mai stato avviato seriamente; a cosa è dovuta la sproporzione tra costi del servizio, che ogni cittadino ha pagato, e i servizi effettivamente ricevuti; perché alle accuse precise e pesanti di un amministratore della Giunta Lo Biundo, Bartolo Parrino, né il Sindaco né il Segretario comunale hanno mai risposto. Quelle stesse accuse hanno fatto scattare le indagini della magistratura, che come al solito arriva sempre dove la politica non arriva o non vuole arrivare.

Anche a ciò serve l’istituzione di una commissione di indagine: a mettere in luce le responsabilità politiche che hanno portato ad una gestione fallimentare dell’ATO. Perché al di là delle responsabilità penali, che non rientrano nei nostri compiti, esistono delle responsabilità politiche di cui ogni amministratore, ogni Consigliere comunale, ogni politico in generale, ha l’obbligo di farsi carico. Noi ce ne facciamo carico, perché non è più possibile che siano sempre e solo i cittadini a pagare gli errori degli amministratori. Se la politica sbaglia è giusto che paghi. La politica per agire non può aspettare la magistratura, se così fa allora perde completamente il proprio significato e la propria ragion d’essere.

La proposta della commissione di indagine ha messo in evidenza le contraddizioni del Consiglio comunale di Partinico. Si è visto nelle passate riunioni che i dialoghi tra maggioranza e opposizione sono riusciti a mantenersi civili e anche proficui, quando il Presidente del Consiglio è rimasto nel suo ruolo di super partes.Ma le ultime due riunioni sono state governate dal caos e dall’arroganza politica: il Sindaco Lo Biundo ha abbandonato il ruolo di burattinaio che sta dietro le quinte, per assumere quello di un vero e proprio direttore d’orchestra, in prima fila.

E così abbiamo visto: una scelta delle regole volta a garantire le preferenze della maggioranza, senza tener conto dei diritti della minoranza; una prima votazione completamente pilotata, che aveva la presunzione di scegliere il membro della minoranza, che doveva essere presidente della commissione, più gradito al Sindaco; ed una seconda votazione in cui gli ordini del Sindaco hanno portato allo scioglimento del Consiglio comunale per mancanza del numero legale: infatti la minoranza era uscita dall’aula per protestare contro l’arroganza del Sindaco, ma non si capisce per quale motivo la maggioranza abbia abbandonato l’aula, visto che avrebbe potuto discutere degli altri punti all’ordine del giorno.

Con tutto il caos orchestrato dal Sindaco giustamente ci chiediamo perché tanto rumore per una commissione di indagine dai poteri abbastanza limitati? I motivi possono essere solo due: o è una questione di principio, per cui va bene chiunque dell’opposizione ma non i Consiglieri di Cambiamo Partinico. Ma non crediamo che il Sindaco sia così incosciente da far cadere nel vuoto due riunioni di Consiglio, pagate dai cittadini, per una mera questione di principio.

Oppure l’altro motivo è che in realtà non hanno alcuna intenzione di istituire questa commissione di indagine. E allora il Sindaco ci deve spiegare di cosa ha paura e cosa nasconde.

Noi non demordiamo, perché riteniamo che la verità sia uno dei principi fondamentali della buona politica e che i cittadini abbiano il diritto di sapere.

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