No all’aumento Tarsu. Intervento di Gianluca Ricupati in consiglio comunale

aumento tarsu lo biundo

Sig. Presidente, colleghi consiglieri,

voglio cominciare col ringraziare l’amministrazione comunale. La ringrazio per aver sbagliato perché soltanto a causa di un errore (cioè aver fornito una delibera poi ritirata prima del consiglio, ndr), abbiamo potuto avere in mano il Piano Finanziario dell’ATO Pa1, che altro non è se non un FALSO.

Lo diciamo subito: noi non ci stiamo. Non ci stiamo ad essere presi in giro e a leggere di un costo del servizio pari a 5,5 milioni di euro perché ciò significherebbe avallare delle falsità.

Anzi ci dispiace che questo Piano Finanziario, la cui approvazione non compete al Consiglio Comunale, lo abbiate tuttavia ritirato perché a noi sarebbe piaciuto bocciarlo.

Ma perché è un falso? Basta andare a vedere i costi: 273.000€ di raccolta differenziata, 344.000€ di lavaggio strade, 511.000€ di altri costi non precisati e così via.

Costo Ato

Cioè hanno preso quella famosa “carta dei servizi” risalente al 2005 che avrebbero dovuto mettere in atto e ce la stanno fatturando come se l’avessero effettivamente realizzata. Sì come no.

Hanno infatti raccolto gli ingombranti a ritmi forsennati, hanno svuotato le campane della raccolta differenziata diverse volte al mese, hanno spazzato le strade tutti i giorni, hanno perfino lavato i contenitori della spazzatura. E “quannu”?

Questo documento dimostra ancora una volta la necessità di quella benedetta “commissione d’indagine” che abbiamo richiesto: ed infatti quando il consigliere Salvatore Rappa vi chiede i motivi dell’aumento del costo del servizio di oltre un milione e mezzo di euro, il Sindaco non sa che rispondere.

Noi invochiamo la contestazione di questo piano finanziario che è la prima causa dell’aumento delle tariffe del 27,4% (più i 30 centesimi a metro quadro imposti dallo Stato) che oggi ci proponete. La disobbedienza. Non mettiamo in bilancio queste somme così come non lo si è fatto negli anni passati (infatti il costo inserito nel 2012 è pari a circa 4.300.000€).

E lo facciamo non solo in base alle nostre convinzioni personali, ma soprattutto in virtù di quanto decretato già una volta dal Tribunale di Palermo con la sentenza 221/12 relativa agli anni del servizio 2006-2008 (quando ancora non c’era Lo Biundo), in cui l’Ato è stato dichiarato soccombente mentre il Comune vincente.

Che cosa dice questa sentenza? In parole povere dice che “un contratto sottoscritto da due parti si rispetta”. D’altronde anche a casa nostra facciamo così: se devo fare dei lavori, chiamo una ditta, mi faccio fare un preventivo, si firma un contratto e poi mi atterrò al costo pattuito anche se l’azienda dopo mi verrà a raccontare di problemi riscontrati.

Citiamo testualmente alcuni estratti della Sentenza.

Il Comune si è specificamente doluto, per giustificare il proprio rifiuto di versare alla Servizi Comunali Integrati tutti gli importi richiesti, della difformità di tali importi rispetto ai corrispettivi stabiliti nel Piano Industriale. La doglianza è fondata

Dal momento che non si è mai addivenuti ad una revisione delle previsioni del Piano Industriale la verifica dell’ammontare del corrispettivo spettante alla Servizi Comunali Integrati per il servizio prestato fra il 2006 e il 2008 non può che essere operata alla stregua delle originarie disposizioni del Piano Industriale”.

Richiedendo per il periodo in contestazione (3 anni) l’importo complessivo di 11.899.840€ anziché la somma prevista dal P.I. Di 9.535.095€ (= € 3.178.365 x 3 anni), palesemente la società ha provveduto a calcolare i corrispettivi richiesti per il servizio prestato in misura difforme dalle modalità stabilite nell’art. 5 del contratto di servizio”.

Peraltro, come accertato da una perizia predisposta dal Tribunale a cura dell’ing. S. Lodato, “la società ha effettuato anche un servizio difforme da quello previsto”. Per cui “il parziale inadempimento giustifica il fatto che l’ente locale versi alla società ricorrente un corrispettivo minore rispetto a quello contrattualmente stabilito”, stimato nella misura di un 10% in meno da versare rispetto alla somma prevista.

E ancora “la Servizi Comunali Integrati non ha neppure dimostrato di avere in concreto sostenuto tutti i costi rivendicati, necessitando tale dimostrazione di una documentazione idonea ad attestare con precisione e chiarezza le effettive modalità di espletamento delle prestazioni rese e le relative risorse impiegate”.

Insomma queste cose le dice il Tribunale e non soltanto noi.

Comunque, ancora una volta, le modalità con cui anche la “questione TARSU” si sta trattando dimostra l’improvvisazione di questa amministrazione. Soprattutto chiederci di discutere e votare delle tariffe quando ancora non ci avete dato un solo numero del bilancio di previsione 2013! Anzi non credete che sia una contraddizione venirci a dire che “siete costretti ad aumentare a causa dei tagli di Stato e Regione” ma, al tempo stesso, affermare che ancora non si è in possesso di dati certi e da ciò deriva l’impossibilità di approvare il bilancio 2013?

In ogni caso, questi aumenti sono inaccettabili. Avremmo potuto capirli se fossero stati effettuati dei servizi o se, quanto meno, ci aveste portato oggi o nei mesi scorsi degli elementi per sperare in un futuro servizio migliore. Dov’è finita l’SRR? Noi lo avevamo detto, due mesi fa, che stavamo soltanto perdendo tempo! Dov’è l’ARO? Non esiste una delibera di perimetrazione. Non esiste un Piano d’Intervento. Mi chiedo: ma questa amministrazione sa almeno copiare? Perché noi ed altre realtà ve lo abbiamo perfino scritto, gratuitamente (mentre altri comuni affidano la redazione a tecnici esterni remunerandoli), ma evidentemente avete difficoltà anche nella copiatura visto che sono già passate almeno due settimane da quando ve lo abbiamo fornito. (clicca qui per leggerlo)

Questa amministrazione naviga a vista, ma ha occhi da lince quando deve mettere le mani nelle tasche dei cittadini. E meno male che il bilancio gode di ottima salute come lei, ass. Pantaleo, ha ancora il coraggio di affermare.

Nell’”era Lo Biundo” non abbiamo che assistito ad un continuo aumento delle tasse. La TARSU è raddoppiata. Nel 2008 prima di Lo Biundo, per le abitazioni, c’era una tariffa di 1,55 a metro quadro. Nel 2009, inizio della prima giunta Lo Biundo, siete passati a 2,39. Oggi, nel 2013, inizio del Lo Biundo-bis, state passando a 3,04. Meno male che non si può candidare più altrimenti tra 5 anni avremmo dovuto subire un nuovo aumento.

Noi non ci stiamo. Non ci stiamo soprattutto ad essere dei passa-carte. Noi abbiamo il dovere di tutelare i nostri concittadini. Credete di averci portato alle corde portandoci questa delibera in consiglio il 29 novembre, un giorno prima della scadenza prevista. Vi dite disponibili a mantenere il regime Tarsu piuttosto che passare alla TARES, ma scegliere la Tarsu con gli aumenti che arrivano a far pagare al cittadino il 91% del costo totale del servizio non è altro che una FARSA.

Così come è vergognoso il tentativo di rigirare la frittata pensando di poter fare passare questo aumento delle tasse come una manovra che ha evitato peggiori stangate.

Queste discussioni, portate in consiglio sempre all’ultimo momento, azzerano la nostra possibilità di discussione e di incidere veramente. Non abbiamo infatti nemmeno l’opportunità di fare dei cambiamenti al Regolamento Tarsu. Non credete ad esempio che sarebbe giusto, come mi suggeriva un cittadino poco fa fuori dall’aula, inserire il criterio del reddito per tutelare disoccupati e persone in difficoltà? E’ giusto che un cittadino con 100 mq di casa e reddito 0 paghi la stessa somma di un cittadino con un’abitazione della stessa superficie ma che dispone fortunatamente di un reddito?

Infine, noi crediamo che questa proposta di delibera sia sul filo dell’illegittimità perché in violazione del Regolamento TARSU di cui dispone il nostro Comune e che dunque si intende ancora in vigore. Infatti dispone:

  • all’art. 13bis che una percentuale pari al 15% del costo del servizio sia da intendersi come pubblica e non applicabile direttamente ai cittadini, in quanto derivante dalla pulizia degli spazi comuni;

  • all’art. 19 si dice che le tariffe vanno votate dalla giunta entro il 31 ottobre e la delibera deve contenere anche tutta una serie di dati che giustifichino gli aumenti. Aspetti entrambi disattesi.

Inoltre ci sembra utile informare i cittadini che l’art. 15 del medesimo regolamento, in caso di mancato svolgimento del servizio, stabilisce che l’utente abbia diritto a pagare solo il 30% della tassa imposta.

Chiediamo al Segretario di verificare la legittimità dell’atto in discussione in consiglio rispetto a questi aspetti regolamentari da noi citati.

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2 risposte a No all’aumento Tarsu. Intervento di Gianluca Ricupati in consiglio comunale

  1. VitalianoRinaudo ha detto:

    Gran bel lavoro! Per quanto mi riguarda mi soffermerei su una voce a me cara, quella della casella Artigiani. Ebbene forse sarà “complicato” discernere tra le varie specializzazioni…la mia bottega produce praticamente il 90% di carta e il 10% tra plastica e varie ma, non produce umido ecc. Quindi: potenzialmente i miei rifiuti in una città virtuosa sarebbero ricchezza, e invece mi trovo a leggere di un aumento davvero spropositato. Grazie per il gran lavoro di trasparenza che fate. Aggiungo che mi piacerebbe sapere la percentuale dei “censiti” (quelli che sarebbero costretti a pagare)
    perchè ho la vaga impressione che molti la fanno “franca”

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