La diga Jato, malgrado le piogge, è ai minimi termini.

diga JatoOggi TV7 Partinico ha realizzato un interessante servizio sulla situazione della diga Jato facendo notare come, nonostante le piogge, il bacino non sia assolutamente pieno.

Ne abbiamo parlato nel corso di un’intervista (servizio disponibile sul sito dell’emittente dal minuto 11.38 al minuto 16.40) che spero possa essere recepita dagli organi competenti (regionali) e possa servire ad accelerare i tempi di una necessaria discussione di cui l’audizione all’ARS del 4 dicembre scorso è stata solo una prima tappa.

Nel frattempo poiché quella riunione si era conclusa con l’impegno di convocare un tavolo permanente specifico sui problemi della nostra diga (e, di conseguenza, della nostra agricoltura), l’altro ieri abbiamo spedito assieme al Sindaco di Trappeto, Giuseppe Vitale, una lettera in Regione sollecitando l’incontro.

Non ha senso parlare di stagione irrigua a luglio. Bisogna farlo adesso se non si vuole affossare, ancora una volta, la programmazione di quel che resta del comparto agricolo nel nostro territorio.

P.S. prima o poi ci renderemo conto che non si può vivere di rendita, di assistenzialismo o di terzo settore: se non poniamo le radici di un tessuto produttivo forte, rimarremo sempre in una condizione di arretratezza da cui nessuno potrà salvarci.

Riteniamo opportuno pubblicare il documento che abbiamo consegnato nel corso dell’audizione nelle Commissioni Parlamentari Territorio e Agricoltura ai deputati e ai dirigenti regionali presenti.

Comitato democratico per una sana gestione delle acque della diga Jato

Audizione all’ARS – 4 dicembre 2013

Presentazione del comitato

Il “comitato democratico per una sana gestione delle acque della diga Jato” nasce nel giugno del 2013 su sollecitazione degli agricoltori e pronta risposta di diversi rappresentanti istituzionali dei Comuni di Trappeto (il cui Sindaco, Giuseppe Vitale, è stato nominato Presidente), Partinico e Balestrate.

Le ragioni della sua esistenza si legano alle pesanti emergenze che si ripresentano puntualmente ad ogni inizio della stagione estiva e che rappresentano il chiaro segnale delle gravi disfunzioni del Consorzio di Bonifica PA2, con una inevitabile, forte e negativa incidenza nella mancata programmazione della stagione irrigua e di conseguenza sulla situazione economica dell’agricoltura del comprensorio.

Il territorio di riferimento che ha al centro il bacino della diga Jato, costruita negli anni ’60 dopo le grandi pressioni di Danilo Dolci, comprende soprattutto i Comuni di Partinico, Borgetto Montelepre, Trappeto, Balestrate e parte del Comune di Alcamo per un totale di circa 17 mila ettari di cui poco più della metà sottoposti ad irrigazione attraverso gli oltre 600 chilometri di condotte (oggi colabrodo) realizzate con materiali diversi: acciaio, cemento compresso, cemento amianto.

Gli obiettivi

Certamente è necessario distinguere interventi a breve termine che tengano in considerazione il regime di emergenza che contraddistingue da anni la situazione gestionale delle acque della diga Jato da interventi a lungo termini con la loro relativa programmazione.

Proposte a breve termine

  1. Istituire un tavolo di confronto permanente (riconosciuto politicamente) tra Consorzio di bonifica, rappresentanti istituzionali dei territori coinvolti e, soprattutto, agricoltori. Questo organismo rappresentativo di base può essere la giusta cinghia di trasmissione con due vantaggi: una maggiore attenzione alle necessità dell’agricoltura del comprensorio di Partinico e il recupero di quella dimensione democratica e collegiale che può portare anche al miglioramento delle condizioni economiche dell’ente gestore attraverso un numero decisamente maggiore di contratti di fornitura irrigua e l’abbattimento degli sprechi con interventi che non corrispondono alle reali necessità della rete idrica.

  2. Creare un catasto delle reti e degli appezzamenti di terreno potenzialmente irrigabili. Questo può essere un’azione propedeutica all’individuazione degli interventi da effettuare, ma anche uno strumento di controllo futuro dell’effettivo pagamento dell’acqua usufruita.

  3. Avviare subito e per l’intero periodo preparatorio alla stagione irrigua (dicembre-marzo) un attento monitoraggio delle reti da parte degli operai distribuiti nei territori.

  4. Calendarizzare, sulla base dei risultati ottenuti, un piano di “interventi tampone” che permettano l’avvio della stagione irrigua in gran parte dei territori serviti.

  5. Concordare, attraverso un confronto tra i soggetti coinvolti in questa discussione, un prezzo politico delle tariffe per la fornitura di acqua ad uso irriguo che tenga conto delle disfunzioni, ma che potrà servire al contempo ad incentivare una maggiore stipula di contratti, non più nell’ordine delle centinaia, ma delle migliaia.

Proposte a lungo termine

  1. Programmare un piano di investimenti a lungo termine sulle reti, in linea con la necessaria Programmazione 2014-2020.

  2. Aggiornare le disposizione normative, oggi obsolete (legge 45/95, la cui applicazione peraltro è parziale essendo stata istituita una gestione commissariale e non attraverso gli organismi democratici previsti).

  3. Individuare e monitorare le quote dell’acqua riservata ad uso cittadino (attraverso il cosiddetto potabilizzatore Cicala) e di quella destinata ad uso agricolo secondo il sistema precedentemente applicato, ma oggi disatteso, della proporzione 40%-60%.

Il comitato democratico
per una sana gestione delle acque della diga Jato

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