Sulla gestione scandalosa (con copertura politica) delle strisce blu – Intervento in consiglio di Gianluca Ricupati

Sig. Presidente, colleghi consiglieri,

questa opposizione ha voluto fortemente portare in consiglio comunale il dibattito su quella che è una delle vergogne del nostro Comune.

Ed è una vicenda talmente piena di elementi oscuri e complessi che non si sa perfino da dove cominciare.

Forse è utile, prima di passare alla descrizione di una serie di illegalità, illegittimità, richieste incredibili da parte della società in questione, atteggiamenti altrettanto stupefacenti da parte dell’amministrazione comunale, partire da alcuni dati e cioè dagli incassi provenienti dai ticket delle strisce blu negli ultimi anni.

Incassi strisce blu

Somme minime che ci si aspettava: 50.125€ (ossia il 25,40% dell’importo annuale appaltato pari a 197.500€).

Basterebbe questo a chiudere la vicenda. Un Comune che dà in appalto un proprio servizio, che aveva reso una decina di mila euro all’anno più i ricavi delle contravvenzioni, per trarne un maggiore beneficio e ne ricava ZERO euro ha il dovere di capire perché gli incassi sono nulli e di porre in essere tutti gli atti necessari a svincolarsi da una società che, EVIDENTEMENTE, non sta facendo quello che da essa ci si aspettava.

Ovviamente Partinico è sempre un Comune atipico dove accade sempre il contrario di quanto dovrebbe avvenire e qui, come vedremo, piuttosto che punire chi ci cagiona un danno, lo si premia o se ne coprono le illegittimità.

Perché in effetti, in questa vicenda si devono evidenziare due cose:

  • il comportamento di una società che dovrebbe attenersi agli accordi accettati quando ha vinto la gara e non lo fa;
  • le responsabilità politiche di un’Amministrazione che, anziché operare per tutelare le casse del Comune e dunque le tasche dei cittadini, si fa mettere i piedi sopra la testa senza aprire bocca.

Andiamo con ordine.

L’amministrazione Lo Biundo decide nel 2011 di esternalizzare il servizio dei parcheggi a pagamento. Lo fa, possiamo dire con coscienza di causa a distanza di 3 anni, in maniera sconsiderata e con le suddette motivazioni:

  • indisponibilità del personale (ricordiamo 400 dipendenti, molti dei quali contrattisti che desidererebbero poter lavorare qualche ora in più);
  • mancanza di automezzi per la rimozione veicoli (mai effettuata nemmeno dalla New Service) e di relativa custodia (il bello è che si consegna alla New Service il parcheggio adiacente agli Uffici Giudiziari con annessi locali per la custodia dei mezzi rimossi: come a dire, noi non abbiamo un locale idoneo alla custodia, ma siamo sempre noi che glielo forniamo alla società privata);
  • impossibilità di offrire ai cittadini condizioni ottimali quali l’installazione dei parcometri (peccato che Comuni molto più piccoli di Partinico, come Monte Argentario, effettuano il servizio noleggiando i parcometri forniti addirittura di impianto telefonico che in tempo reale fornisce agli Uffici i dati sugli incassi pagando, udite udite, 350 euro al mese per 50 parcometri…noi ne abbiamo 10 sui 12 previsti, molti dei quali guasti e non riparati entro le 24 ore come prevede il contratto);

Possiamo dire o no, dunque, che si è trattato dell’ennesimo servizio che l’Amministrazione ha voluto scaricare su qualche altro (come l’acqua, come i rifiuti) per lavorare meno e per poi dire “visto! Il privato funziona meglio del pubblico” (se il servizio avesse funzionato) oppure, come nel nostro caso, “e noi che c’entriamo?! Tutta colpa della società privata!”. Noi riteniamo di poterlo dire.

Ma andiamo avanti.

Si procede ad indire la gara: il capitolato con tutti i requisiti per le ditte partecipati e gli obblighi in caso di aggiudicazione è abbastanza completo e restrittivo. Gli uffici propongono una durata di 3 anni (decisione saggia perché avrebbe consentito un vincolo minore per il Comune), ma il Consiglio Comunale con 14 consiglieri di maggioranza vota per aumentarla a 10 anni perché l’investimento “è consistente”: lo abbiamo visto… 10 parcometri e una verniciata alle strade di Partinico.

Gli aspetti oscuri di cui parlavamo arrivano subito, già nella gara.

Infatti, dall’aggiudicazione definitiva del servizio con determina prot. n. 2061 del 15.11.2011, si può evincere che:

  • gli uffici avevano inviato alla ditta ben 7 (SETTE) note con le quali si chiedeva all’aggiudicataria la documentazione al fine di effettuare le relative verifiche dovute per legge. Fino a quel momento però nessun documento era pervenuto. Nonostante ciò, il responsabile del Settore di P.M., il Comandante Coppolino, propone di affidare il servizio alla ditta!

Cioè: mancano i documenti, ma il servizio lo si aggiudica ugualmente.

Quel che ha dell’incredibile è che, a distanza di due mesi dalla precedente, viene pubblicata una nuova determina, prot. 41 del 13.1.2012, il cui oggetto e il cui contenuto sono identici!

Una cosa invece cambia: alla fine della determina vengono allegati alcuni documenti prima non riportati:

  • L’offerta della ditta New Service che in quasi tutti i documenti di gara sbaglia a scrivere l’importo a base d’asta, riportando la cifra di 592.500 anziché quella di 1.975.000 e cioè attenendosi al bando di gara poi modificato dal Consiglio Comunale: non sappiamo se tale errore determini l’esclusione della ditta a monte nel corso della gara;
  • il verbale di aggiudicazione della gara con i rilievi della seconda classificata, la ditta Catalano Luigi, che contestava l’iscrizione alla Camera di Commercio della New Service relativamente al servizio di rimozione veicoli;
  • ma soprattutto 2 documenti, riportanti la data del 16.11.2011 e cioè del giorno successivo alla prima aggiudicazione definitiva, dell’Agenzia delle Entrate di Messina: il primo rende noto che la New Service ha tre debiti non pagati (uno di 6240 euro, uno di 242 euro e un terzo di 7586 per il quale la ditta è addirittura risultata IRREPERIBILE); nel secondo si riporta un debito di 25.667 euro.

Poiché i documenti sono successivi alla prima aggiudicazione definitiva (il fatto che ce ne siano due è già anomalo!), la ditta aveva dei debiti che ne rendevano la condizione economica non particolarmente credibile. La seconda aggiudicazione è servita a dare il tempo alla società di risolvere le proprie grane con l’Agenzia delle Entrate?

Peraltro nemmeno il 13.1.2012 la ditta aveva presentato al Comune la documentazione di rito per validare l’aggiudicazione violando già abbondantemente l’art. 21 del capitolato d’appalto che prevedeva un tempo massimo di 30 giorni per consegnare tutta la documentazione.

Dicevo prima che la ditta è stata più volte premiata, infatti:

il 27 febbraio 2012, nonostante la New Service avesse cominciato il servizio da mesi illegalmente (prima della firma del contratto), il ticket viene aumentato da 0,60 a 0,70. Poi a giugno 2012, il Comune che aveva lamentato il fatto di dover gestire il servizio con i gratta e sosta piuttosto che con i parcometri (una delle ragioni dell’esternalizzazione del servizio), concede alla ditta la possibilità di realizzare anche i gratta e sosta.

A ringraziamento di ciò, la New Service invia la prima di una lunga serie di note con cui lamenta un danno all’azienda cagionato dal Comune: un trucco che non smetterà mai di utilizzare, perché è attraverso queste note dinanzi alle quali l’Amministrazione non agisce che la ditta non versa il becco di un quattrino all’Ente, violando tutti quei punti del capitolato che prevedevano la rendicontazione e il versamento mensile delle somme dovute.

Questa lettera, datata 5.07.2012, in cui si chiedono 98.000€ vede però la pronta risposta dell’Ufficio Pianificazione Traffico (è singolare che tuttavia la nota inviata al Sindaco e al Segretario non venga firmata dal Comandante Coppolino!) che con una relazione dettagliata lunga 5 pagine replica alle corbellerie della società:

  • gli atti vandalici non erano addebitabili al Comune come previsto dal capitolato;
  • la ditta faceva pagare ai cittadini una penale di 8€ non prevista non solo dal Capitolato d’appalto, ma neppure dal Codice della Strada;
  • la New Service non si poteva permettere di definire i pass gratuiti ai residenti illegittimi, perché nella stima del reddito proveniente dalle strisce blu, i proventi e di conseguenza il prezzo a base d’asta erano stati già ribassati del 20% in previsione di tali autorizzazioni.

L’Ufficio informava altresì il Sindaco e il Segretario che:

  • il comportamento della New Service procurava un reato di danni erariali;
  • la società aveva iniziato il servizio a Dicembre 2011 senza la regolare stipula del contratto;
  • su 12 parcometri dovuti ne erano stati installati solo 10, alcuni dei quali già guasti e non riparati contrariamente a quanto previsto dal capitolato che prescrive che il gestore deve tenere in funzione permanente le apparecchiature con interventi immediati (entro 24 ore dall’evento) pena l’inadempimento contrattuale che comporta la rescissione del contratto;
  • Il DURC alla data dell’autodichiarazione del sig. Libro (21.09.2011) era irregolare. E continuava a non esserlo alla data del 03.05.2012. Ai sensi del Regolamento del Codice dei Contratti Pubblici con due DURC non regolari si può procedere alla revoca del servizio. Peraltro veniva inoltrata alla Procura della Repubblica, nel luglio del 2012, una notizia di reato per dichiarazioni mendaci.

Tuttavia, e questo continua a stupirci così come l’inerzia dell’Amministrazione, l’ispettore responsabile veniva bloccato dal Comandante Coppolino che intimava lui di dover “intraprendere le attività previste dall’art. 11 del Capitolato d’appalto esclusivamente a seguito ordine scritto o orale del Comandante”.

Chi svolgeva il proprio dovere, si è pure beccato una sorta di rimprovero.

E infatti a quella nota nulla è seguito. Anche quelle poche diffide al pagamento inviate dalla Polizia Municipale non hanno trovato seguito dell’inadempimento contrattuale.

Anzi, nel 2013 la giunta Lo Biundo ha legalizzato il “multino” dei 7 euro, definito illegittimo da numerose sentenze della Cassazione.

C’è ancor di più: sempre il Sindaco ha tentato perfino di portare a termine un atto di transazione con la Società che avrebbe previsto che il Comune non avrebbe incassato un centesimo a patto che la ditta non richiedesse altre somme. Cioè si stava riconoscendo alla ditta di aver ragione quando in realtà ha torto marcio. Per fortuna (siamo sicuri per volontà della ditta e non per un ripensamento del sindaco) questa transazione è saltata.

E potremmo continuare a parlare di illegittimità, facendo notare come in pratica soltanto le strisce blu della parte bassa di via Principe Umberto siano regolari perché ad una fila blu se ne affianca una bianca.

Ma non la finiremmo più.

Noi oggi non possiamo che proporre la dovuta rescissione del contratto con la New Service e una gestione alternativa, comunale, del servizio che ripristini le condizioni minime di legalità ed i benefici economici per il Comune.

Ma non possiamo anche chiederci perché questo scellerato servizio è ancora in vigore e lo sarà forse per i prossimi 7 anni. Perché il Sindaco non ha mai mosso un dito. Perché questa società, di cui oggi finalmente si discute per volontà dell’opposizione, è stata protetta piuttosto che trattata da ente terzo con cui il Comune deve stabilire un rapporto previsto dalla legge.

Per bontà d’animo? Per rispetto di qualcuno? Forse del responsabile di zona della New Service che è partinicese e il cui nome, pura coincidenza, risulta tra i candidati di punta del candidato a sindaco Salvo Lo Biundo nelle ultime elezioni amministrative?

I cittadini meritano delle risposte credibili.

P.S.

Alla fine, dopo 4 ore di dibattito, il consiglio comunale ha votato all’unanimità questo atto di indirizzo:
– avvio procedure revoca servizio delle strisce blu alla inadempiente New Service;
– internalizzazione del servizio;
– predisposizione del Piano Traffico Urbano (che regolarizzi anche la situazione strisce blu/bianche).

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