REAL CANTINA BORBONICA: TANTI PROCLAMI E ZERO FATTI.

cantina borbonica

Dopo aver denunciato lo stato di degrado in cui versa Palazzo Ram, dove sono stati investiti ben 5,5 milioni di euro senza prevedere la sua possibile apertura e lasciando dunque facile gioco all’opera di vandalizzazione (che comporterà la necessità di nuovi investimenti per riparare quanto è stato danneggiato), oggi puntiamo l’attenzione su quello che potrebbe essere un altro gioiello della nostra città, la Real Cantina Borbonica, e che invece è ridotto a mero contenitore di iniziative sporadiche portate avanti dalla forza di volontà dell’associazionismo locale.

Lo facciamo con una interrogazione consiliare (sottoscritta anche dai consiglieri Michele Chimenti e Gianfranco Lo Iacono) che evidenzia una serie di buone idee, avviate su impulso dell’ex consulente del Sindaco, l’arch. Vito Giuliana, ma rimaste soltanto notizie da dare in pasto alla stampa, senza che nulla si sia davvero concretizzato.

Come dimenticare gli articoli degli organi di informazione locale in cui si informava la città che beni e attrezzi della nostra civiltà contadina, donati gratuitamente da privati al Comune, venivano definiti di interesse culturale dall’Assessorato Regionale ai Beni Culturali?

O quelli in cui si raccontava la firma di un protocollo di collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Culturali e il Palazzo D’Aumale di Terrasini che avrebbe dovuto dar vita ad un itinerario delle vie del vino?

O ancora i comunicati stampa del Sindaco in cui si anticipava non solo la realizzazione di un Museo della civiltà contadina nella Real Cantina Borbonica, ma anche percorsi attinenti al carretto siciliano, alla riscoperta dell’artigianato e delle tradizioni locali, anche attraverso la creazione di un’apposita Fondazione?

Per non parlare della notizia in cui il Sindaco esultava perché, con l’appoggio del Soprintendente ai beni culturali, la Cantina sarebbe diventata un “centro espositivo ed enoteca regionale”, inserita nei circuiti eno-culturali nazionali più importanti.

Sempre la Cantina avrebbe dovuto ospitare una prestigiosa scuola di Musica, istituita, senza oneri economici per il Comune, dalla Fondazione di rilievo regionale “The Bass Group”.

Ci chiediamo: dove sono finiti questi intenti? Si è trattata dell’ennesima operazione mediatica di sponsorizzazione del nulla, come è avvenuto per la Zona Franca Urbana o per tante altre trovate dell’Amministrazione Lo Biundo?

Perché quanto dichiarato non è stato messo in pratica?

E, ancora, come si spiega il fatto che mentre si lavorava per costruire il Museo della Civiltà Contadina nella Real Cantina Borbonica, l’Amministrazione emanava in contemporanea un’indagine di mercato per la progettazione di un altro “Museo del Contadino – realtà e ricordi”, con annesso acquisto di attrezzature informatiche, da istituire presso Palazzo Ram con fondi del GAL Golfo di Castellammare?

A queste domande il Sindaco sarà chiamato a rispondere in aula consiliare.

Siamo sicuri però che, anche questa volta, non sarà in grado di fornire a tale interrogazione valide risposte, considerato il fatto che in tutta questa vicenda emerge chiaramente, ancora una volta, il grado di improvvisazione e incapacità con cui la giunta Lo Biundo ha gestito e gestisce il governo della nostra città.

Gruppo consiliare “Cambiamo Partinico”

Gianluca Ricupati e Valentina Speciale

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