CRISI RIFIUTI. SI ASCOLTINO LE PROPOSTE DI CAMBIAMO PARTINICO!

Dossier ATO-ARO15

CRISI RIFIUTI. LO BIUNDO NON SA DI COSA PARLA. SI ASCOLTINO LE PROPOSTE DI CAMBIAMO PARTINICO.

Partinico vive l’ennesima, ciclica, emergenza sanitaria causata da una gestione scriteriata della questione rifiuti e del carrozzone ATO Palermo 1, da cui anche l’ultimo commissario si è allontanato presentando le dimissioni in un tempo record di 3 settimane.

Il Presidente della Sicilia Crocetta persegue nella politica delle proroghe e degli annunci smentiti dai fatti, mentre il Sindaco di Partinico Lo Biundo, cioè colui che non ha assolutamente voluto la commissione di indagine sui rifiuti proposta dall’opposizione in consiglio comunale, come al solito fa spallucce e, in numerose interviste, dichiara di aver proposto invano la sua soluzione, cioè quella dei pagamenti per centri di costo (ogni Comune paga per sé operai, mezzi, discarica e spese varie), in attesa che si definisca l’ARO sbandierato come la soluzione a tutti i problemi.

Ragioniamo per logica:

  1. Supponiamo che la “soluzione” del Sindaco venga accolta e che dunque il nostro Comune si impegni a pagare direttamente 65 stipendi, noleggi e mezzi, spese di trasporto e conferimento in discarica. Supponiamo che la somma di queste spese ammonti al costo di 5,5 milioni di euro (nonostante l’ATO lo scorso anno ce ne abbia chiesto 6,8). Prendiamo atto che, a causa dei terribili aumenti subiti negli ultimi anni e di un servizio inesistente, soltanto poco più della metà della popolazione riesce a pagare la TARI per un totale di circa 3 milioni di euro incassati. Si presenta un buco di 2,5 milioni di euro che il Comune non ha (e a conferma di ciò, tutti i cittadini conoscono bene la frase “non ci sono soldi” che Sindaco e giunta ripetono giorno dopo giorno) e che inevitabilmente devono non essere dati a qualcuno: operai (che giustamente scioperano)? Discariche (che legittimamente chiudono i propri cancelli)? Mezzi (che legittimamente vengono ritirati dai fornitori)? E così via.

    E’ un circolo vizioso che, se non viene colpito alla radice (abbattendo i costi), non troverà soluzione.

  2. Il futuro ARO proposto dal Sindaco che vuole affidare ad una società privata la gestione per i prossimi 7 anni presentava un costo di 6 milioni di euro, poi ridotti a 5,5 dopo le nostre aspre critiche, nella migliore delle ipotesi (raccolta differenziata a regime, conferimenti nella discarica più “economica”, etc). Il ragionamento è lo stesso di quello fatto poc’anzi. Ipotizzare dei costi così elevati significa assicurare futuri buchi di bilancio che andranno a discapito di lavoratori, ditte, fornitori, discariche fermando in partenza un servizio che in sostanza cambierà soltanto nel nome (da ATO ad ARO).

Cosa fare?

Noi un piano ARO alternativo lo abbiamo già scritto e proposto (e potrebbero sin da subito essere messe in atto nell’attuale ATO alcune scelte, come avvenuto altrove nei comuni che Lo Biundo definisce “eccezioni”, ma che sono invece virtuosi modelli di gestione e di scelte politiche).

Prendiamo atto che le nostre proposte peraltro cominciano a circolare ed essere rappresentate come necessarie nella stessa ANCI di cui Lo Biundo si vanta di essere vice-presidente, col supporto della Corte dei Conti che chiama tutti gli amministratori a dimostrare senso di responsabilità e a gestire i propri Enti locali con la stessa diligenza che ogni buon padre di famiglia dimostra a casa propria:

  1. si vuole evitare che sui rifiuti si faccia lucro e che, in futuro, nessun amministratore giochi a far scaricabarile sulle responsabilità delle cattive gestioni? E’ necessario non esternalizzare il servizio di gestione dei rifiuti per evitare ulteriori costi (l’utile d’impresa, ad esempio), creando delle aziende pubbliche in capo ai Comuni.

  2. Si vogliono tutelare i lavoratori (tutti, compresi i Temporany) che sarebbero i primi ad essere messi in discussione qualora le aziende private si troveranno in difficoltà e a rischio fallimento? Si vuole garantire la certezza e la puntualità dei loro sacrosanti stipendi? Essi, nel nostro piano, andranno assorbiti in tali aziende pubbliche e garantiti dal contratto Enti Locali che tutela i dipendenti pubblici (e non con l’attuale Federambiente che ha raddoppiato i costi).

  3. Si vogliono evitare gli sprechi? I pagamenti alle aziende esterne per i mezzi che utilizzano avverranno secondo l’ipotesi dell’utilizzo orario, noi invece pensiamo che, come avveniva nel passato e come si fa in tutte le famiglie, anziché pagare noleggi si debba ricreare un parco mezzi, recuperando quelli ceduti in comodato d’uso gratuito all’ATO PA1 e ancora utilizzabili, acquistando (con un investimento che si fa una volta e torna utile per molti anni) nuovi mezzi, creando anche dentro l’ARO piccole officine che limitino gli sprechi. Lo stesso ragionamento vale per le attrezzature (cassonetti, etc).

  4. Si vuole garantire un abbassamento delle tasse e, di conseguenza, una diminuzione dell’evasione (da parte di chi vuole pagare, ma all’attuale prezzo non ce la fa)? Il nostro piano, a livello di costi, non supera i 3 milioni di euro. Abbattendo le tasse, facendo partire e funzionare la raccolta differenziata, si può pensare che paghino tutti, ma molto meno di quanto il Comune chiede oggi al cittadino.

L’alternativa esiste. Basta volerne discutere e ascoltare le proposte che vengono fatte.

Se così non è avvenuto e, probabilmente, non avverrà, il Sindaco ne spieghi le ragioni alla città: siamo dei folli oppure ci sono interessi che la nostra proposta (all’insegna del buon senso) va a scalfire?

Il gruppo consiliare Cambiamo Partinico
Giovanni Billeci, Gianluca Ricupati, Valentina Speciale

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