Il futuro del servizio idrico tra incertezze e approssimazioni. Le considerazioni di Cambiamo Partinico

a_bfe8300a2cLa questione della futura gestione delle reti idriche dimostra, ancora una volta, la precarietà in cui è lasciato il Comune di Partinico con l’amministrazione Lo Biundo.

Premettendo che dal suo insediamento (quasi 2 anni fa) il gruppo consiliare Cambiamo Partinico ha chiesto, attraverso interrogazioni e atti di indirizzo, al sindaco Lo Biundo di riprendersi le reti idriche e tornare alla gestione diretta del servizio, “approfittando” del fallimento di APS e rispettando l’esito vittorioso del Referendum sull’acqua pubblica, di cui anche il sindaco si è fatto sostenitore, anche se solo a vittoria referendaria ottenuta.

Per ben 2 anni l’amministrazione ha avanzato presunte problematiche (talvolta normative, altre volte finanziarie) che avrebbero impedito al Comune di riprendersi la gestione diretta del servizio. Problematiche che con la nostra attività abbiamo dimostrato essere solo e soltanto delle scuse, avanzate dal sindaco per evitare, come sempre, di assumersi le responsabilità delle proprie scelte amministrative. Quindi, mentre comuni come Cinisi e Terrasini hanno portato avanti concretamente la battaglia per l’acqua pubblica riuscendo a riprendersi le reti ed altri invece, come il comune di Borgetto e tanti altri in tutta la Provincia di Palermo, non hanno mai ceduto la propria podestà su un servizio fondamentale come questo, il nostro comune con l’insediamento di questa amministrazione ha prima regalato le reti ad APS, poi, quando la gestione fallimentare della stessa ha posto altri amministratori nella condizione di ripensare e riorganizzare il servizio, l’amministrazione Lo Biundo ha deciso di non fare nulla.

Complice la totale precarietà con cui viene gestita la questione a livello regionale, con un Presidente della Regione capace solo di fare proclami e che non è stato ancora in grado di dare un indirizzo chiaro ed inequivocabile agli enti locali, l’amministrazione Lo Biundo si è cullata tranquillamente in questa precarietà arrivando, come al solito, in ritardo nei momenti decisivi.

Fino a due giorni fa il Consiglio comunale era chiamato a decidere entro il 28 febbraio tra due strade possibili da intraprendere:

affidare la gestione delle reti all’Amap spa senza avere condizioni chiare e quindi senza sapere su cosa si sarebbe basata l’adesione dei Comuni (a parte l’acquisto delle azioni di cui Amap avrebbe mantenuto il 70% e il restante 30% sarebbe stato diviso tra tutti gli altri Comuni), senza un contratto di servizio e senza sapere i costi a cui il Comune e/o i cittadini avrebbero dovuto far fronte;

riprendersi le reti e gestire autonomamente il servizio.

Entrambe le opzioni avrebbero garantito una gestione solo temporanea fino al 30 settembre 2015 quando dovrebbe (il condizionale è d’obbligo visto che manca la legge regionale) subentrare il Gestore unico per l’intero Ambito, gestore che potrebbe anche non essere Amap.

L’amministrazione comunale di Partinico è a conoscenza di queste due possibilità dal 26 gennaio e chiede l’opinione dei consiglieri comunali solo il 27 febbraio chiedendoci di convocare un consiglio straordinario per approvare una delibera che ci impegnava a: affidare la gestione delle reti idriche ad Amap spa (non si sa a che condizioni), autorizzare il sindaco di Partinico ad acquistare una parte delle quote dell’azienda (non si sa quante), incaricare l’apposito ufficio ad impegnare le somme necessarie per l’acquisto delle azioni (ma siamo ancora in assenza del Bilancio di previsione).

Il 26 febbraio durante un incontro tra l’Assessorato regionale, l’Amap spa, l’ATO PA 1 e i sindaci dei Comuni interessati, si è deciso di chiedere un’ulteriore proroga di un mese dell’ordinanza prefettizia, mantenendo la gestione della fallita APS e concedendo un altro mese di tempo per decidere e definire la strada da intraprendere.

Durante la Conferenza dei Capigruppo tenutasi il 27 febbraio il nostro gruppo consiliare ha chiesto all’Assessore Pantaleo che si sta occupando della questione, in sostituzione del sindaco Lo Biundo che evidentemente è impegnato in altre faccende per lui più importanti, di non perdere più tempo, come hanno fatto in questi anni di amministrazione.

Questa proroga ci darà l’ultima possibilità per riflettere e prendere una decisione così importante per le sorti della nostra città, valutando attentamente tutti le questioni e scegliendo la soluzione migliore per la città.

I cittadini hanno il diritto di capirci di più e, per una volta, il Comune deve meditare attentamente sulla strada da intraprendere.

Ieri abbiamo fatto alcune semplici considerazioni:

  1. serve predisporre immediatamente un Piano tecnico-finanziario (che noi chiediamo da tempo e lo avremmo dunque già tra le mani se ci avessero ascoltato!) che ci metta di fronte i costi reali di un servizio gestito direttamente dal Comune, accedendo come singolo comune al finanziamento regionale previsto per un totale di 6,4 milioni di euro in vista della gestione temporanea e risolvendo il “problema della gestione del depuratore” attraverso l’affitto di un ramo d’azienda di APS in liquidazione (e dunque tutelando anche i lavoratori);

  2. se al 30 settembre scatterà l’obbligo del gestore unico (lo prevede una norma nazionale del 2006, mai applicata sul serio se consideriamo che 30 comuni su 82 nella Provincia di Palermo hanno gestito tranquillamente in proprio il servizio idrico rifiutandosi di regalare le reti al privato APS poi fallito) o comunque la Regione riuscirà ad emettere una propria legge che si discute invano da anni, dal momento che l’acqua secondo gli italiani deve essere pubblica e su di essa non si deve lucrare, la soluzione AMAP (che, pur pubblica, è ancora una SPA ed è ancora in itinere la sua trasformazione in azienda speciale di diritto pubblico avviata dal Comune di Palermo lo scorso anno) potrebbe essere presa in considerazione con le giuste garanzie (e non con una scelta al buio) per i Comuni e per i cittadini, soprattutto alla luce del fatto che Renzi non vede l’ora invece che tutto passi nelle mani dei privati (e le recenti modifiche normative al D. Lgs. 152/2006 in materia di gestione delle risorse idriche lo dimostrano).

    Queste osservazioni da noi proposte avrebbero dovuto farle i nostri amministratori in maniera autonoma se solo avessero l’intenzione di valutare bene le questioni e non cercassero ogni volta la soluzione più facile, anche se meno conveniente. Consapevoli del fatto che se il sindaco Lo Biundo ci avesse dato ascolto due anni fa, oggi il Comune di Partinico gestirebbe autonomamente il servizio senza trovarsi a dover prendere decisioni di fretta e senza dover cedere a pressioni di nessun tipo, pressioni che solitamente sono sempre a danno della comunità.

Il gruppo consiliare “Cambiamo Partinico”
Valentina Speciale, Gianluca Ricupati, Giovanni Billeci

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