Distilleria Bertolino abusivamente autorizzata. Ma Lo Biundo è muto come un pesce.

E’ finito da almeno 7 anni o forse non è mai cominciato il tempo in cui il Comune di Partinico ha voluto tener testa ai soprusi e agli interessi della distilleria Bertolino per difendere la vivibilità del proprio territorio e il benessere dei propri cittadini.

D’altronde, si sa, il sindaco Lo Biundo ha pure firmato un protocollo d’intesa con la sig.ra Bertolino nel quale si mette per iscritto, al punto 15, che il Comune di Partinico non le avrebbe rotto le scatole fino a “delocalizzazione” avvenuta (sono passati 3 anni da quella firma). E, in effetti, l’intesa c’è ed è evidente.

La vicenda riguarda le due autorizzazioni più importanti di cui usufruisce l’industria: aria e acqua. Se fossimo governati da un’amministrazione che espletasse il proprio incarico ad esclusivo interesse del bene comune, dovremmo assistere ad una vera e propria guerra tra Comune e distilleria Bertolino (e, contestualmente, tra Comune e Regione Sicilia).

Invece? Niente di niente.

Anzi. Il Comune di Partinico rilascia nel settembre 2014 un’autorizzazione allo scarico irregolare dal momento che nel momento in cui la ditta ha avanzato istanza per il rinnovo (agosto 2013) era intervenuta una nuova normativa (la cosiddetta AUA, autorizzazione unica ambientale, che unifica in un unico procedimento tutte le particolari autorizzazioni prima esistenti) che peraltro trasferiva le competenze dal Comune alla Provincia (o a quello che ne rimane). Quindi il Comune ha rinnovato, senza alcuna difficoltà, un qualcosa che non poteva rinnovare. E per di più lo ha fatto basandosi su un parere ambientale dato anni fa da una Commissione provinciale che oggi non esiste più!
Percepite le evidenti irregolarità, i soliti gruppi ambientalisti fanno partire la segnalazione di irregolarità e scatta contestualmente l’interrogazione. Ancora ad oggi, a distanza di mesi, stanno “VERIFICANDO” se hanno commesso un errore.

La vicenda che attiene alle emissioni in atmosfera è ancora più paradossale. Accade che l’iter dell’istanza di rinnovo dell’autorizzazione alle emissioni in atmosfera non è mai stato concluso a distanza di 3 anni e 2 mesi da quando è iniziato, nonostante secondo la legge, l’A.R.T.A. doveva pronunciarsi entro 120 giorni dalla ricezione della domanda di rinnovo (nel 2012!).

Ma non è tutto.

Sostituendosi pienamente alle istituzioni, i soliti gruppi ambientalisti (noi insieme al collega Lo Iacono, Legambiente, Osservatorio Sviluppo e Legalità, Rifondazione Comunista, Movimento 5 Stelle) scoprono che la distilleria dal momento che superava i 50 megawatt di potenza avrebbe dovuto seguire un iter autorizzativo del tutto differente e molto più pesante e restrittivo, cioè quello dell’A.I.A. (Autorizzazione Integrata Ambientale) sin dal 2006. Nessuno glielo ha mai imposto, nessuno ha mai aperto bocca fino al momento del nostro intervento quando, dopo decine di riunioni, audizioni nelle commissioni parlamentari, conferenze dei servizi, etc finalmente è emersa tale irregolarità che, come al solito con provvedimenti a posteriori, la ditta ha “sanato” provvedendo a dismettere alcune caldaie per tornare al di sotto della soglia prevista dalla legge.

Oggi l’iter è ancora bloccato e si gioca una partita decisiva. Se il Sindaco mandasse una relazione nella quale, in virtù della sua autorità sanitaria, evidenziasse i profondi disagi che il nostro territorio vive quando la ditta è in attività, metterebbe nei guai la distilleria Bertolino, dal momento che gli Uffici ambientali della Regione Sicilia non potrebbero non tenere conto della realtà e dovrebbero imporre prescrizioni severe nei confronti di chi giornalmente emette in atmosfera fumi maleodoranti che rendono impossibile la vita ai cittadini di Partinico.

Siamo sicuri che non lo farà. Con la speranza di essere smentiti dai fatti.

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