Il (falso) complotto sull’acqua contaminata ai danni del Sindaco di Partinico

Il video contiene la replica del consigliere Ricupati alla risposta del Sindaco di Partinico che, a distanza di 4 mesi dai fatti, riferisce in Consiglio sulla vicenda anomala dell’ordinanza di inibizione all’uso dell’acqua potabile nel territorio di Partinico, emessa con 6 giorni di ritardo rispetto alle comunicazioni date dalla società che gestiva il servizio idrico.

Quella che segue è la risposta del Sindaco che ha letto una relazione del Segretario Generale del Comune. Vi assicuriamo che l’abbiamo soltanto ricopiata fedelmente (evidenziando alcune parti in grassetto) e, purtroppo, questo non è un post satirico:

Egr. Assessore,

la presente per rappresentargli i fatti e la dinamica succedutisi tra il 30 dicembre dalle ore 14.30 al 5 gennaio 2015, in ordine al ritardo nel porre in essere l’Ordinanza del Sindaco con la quale veniva data pubblicità alla cittadinanza di divieto dell’utilizzo per uso umano delle acque distribuite dal serbatoio Colle Cesarò.
Il FAX inviato dall’ATO PA1 (già in liquidazione) con il quale veniva segnalato che “l’acqua distribuita dal serbatoio sito in Colle Cesarò è da considerarsi non adatta al consumo umano” è pervenuto in data 30 dicembre alle ore 14.20 presso la Segreteria del Sindaco. Data l’ora di pausa pranzo nessun dipendente era presente in servizio. Alle ore 15 riprende il servizio, nella postazione della Segreteria del Sindaco, il personale addetto, il quale sostiene ed afferma con fermezza che lo stesso non è mai venuto a conoscenza né in possesso del fax e che di conseguenza non ha mai apposto il timbro di arrivo depositato e custodito nella scrivania ubicata nella Segreteria del Sindaco.
Continuando l’evoluzione dei fatti dei giorni seguenti, si registra che il fax in questione viene acclarato al protocollo generale dell’Ente il giorno 2 gennaio 2015 al nr. 7; ed anche in questo caso non si riesce a capire chi abbia sceso il foglio al protocollo, in quanto il personale addetto, sempre con fermezza e assoluta certezza sostiene che quel fax non era compreso fra la corrispondenza diretta all’Ufficio Protocollo e dunque continua ad essere del tutto estraneo alla conoscenza del documento. Ma certamente qualcuno ha portato il fax al protocollo, ed infatti sono state chiamate a riferire in merito le impiegate dell’Ufficio Protocollo, le quali affermano che il fax era contenuto all’interno della carpetta della corrispondenza dell’Ente. Il fax viene così protocollato il giorno 2 gennaio 2015 e ritirato dal personale addetto all’ufficio Ambiente il giorno 5 gennaio 2015 (i giorni 3 e 4 gennaio sono sabato e domenica) per essere sottoposto all’attenzione del Sindaco, che in pari data pone in essere la dovuta Ordinanza che il caso impone. E’ opportuno e si ritiene essere importante evidenziare che il documento più volte citato non contiene alcuna sigla di ricezione, né tanto meno l’assegnazione agli uffici di competenza, come ritualmente e giornalmente la corrispondenza tutta viene effettuata.
Questa l’esposizione dei fatti, che verosimilmente esulano dalla normalità ed assumono una veste del tutto inusuale senza capirne le motivazioni.

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